PALMA CAMPANIA

Palma Campania si pone ai piedi del Monte S. Angelo, all'estremità orientale dell'agro Nolano, fra i torrenti Lagno di Moschiano e Lagno di Somma, lietamente situata rispetto al baricentro regionale, quasi all'estremità meridionale dell'antica provincia di Terra di Lavoro: potrebbe essere definita come un crocevia che congiunge Avellino, Caserta e Salerno. Il nome lo dobbiamo con ogni probabilità al nome di una pianta (Arecaceae), la palma appunto, anche si contano anche ulteriori considerazioni e riflessioni a riguardo, del resto non manca chi la farebbe desumere da un antico feudo di proprietà della famiglia normanna, i “Palma”.
Cosa conosciamo della sua plurimillenaria esistenza? Il centro abitato tutt’oggi si leva non molto distante dall'antica stazione romana di Teglanum che, florida in età imperiale e nella tardo antichità, venne quasi certamente abbattuta dall'eruzione del Vesuvio del 512 d.C. Fu per tale ragione che, poco più tardi, gli abitanti decisero di emigrare in massa su di una adiacente collina, che divenne così il primo nucleo di un nuovo villaggio che prese il nome di Palma, dal verde collinare delle palme che probabilmente furono piantate nei pressi. Il documento storico più antico in cui Palma è citata risale al 997 d. C. ed è custodito nell'Archivio di Stato italiano. Dal Medioevo, poi, la sua storia è intimamente legata a quella di famiglie illustri come i Di Palma Castiglione, gli Orsini, i Della Tolfa, i Pignatelli, i Di Bologna, i Caracciolo, i Saluzzo e i Compagna. L'antichissimo nome "Palma di Nola" fu modificato con un Regio Decreto del 26 luglio del 1863 in quello attuale di "Palma Campania".
Palma fa da specchio alla sua storia e numerose sono le occasioni per farne esperienza addentrandosi per le vie della città e per le località nei suoi dintorni. Testimonianze di notevole interesse sono rappresentate dai ritrovamenti archeologici di età preistorica (Bronzo Antico, datati dall’archeologa francese Claude Albore Livadie) e di epoca romana in località Balle: i reperti sono in esposizione nel Museo Nazionale Archeologico di Napoli, nell’Antiquarium Stabiano e nel Museo Storico-Archeologico di Nola. In località Ponte Tirone, inoltre, è possibile ammirare i resti dell’Acquedotto Augusteo, l’opera più imponente edificata dai romani in Campania. In piazza De Martino, fulcro della vita cittadina, si innalza orgoglioso il Palazzo De Martino con annesso giardino. A pochi metri dalla piazza il quattrocentesco Palazzo Aragonese, che, in occasione delle sedute di caccia al falcone nel Piano di Palma, fu residenza di Re Alfonso d’Aragona e dei suoi discendenti. In via Luigi M. Coppola ha sede la Biblioteca Comunale, istituita per volere testamentario del chimico prof. Luigi Michele Coppola (1846-1942). Significativa e ricca anche l’architettura religiosa che vede in via Ferrari l’Istituto “Madre Agostina Cassi” delle Figlie di N.S. del Sacro Cuore e nel largo Parrocchia la Chiesa Madre di San Michele Arcangelo (fino al 1584 Santa Maria la Nova ) di origine medievale, ove si venera San Biagio protettore da secoli di Palma, oltre alle Congreghe di Santa Maria della Purità (sec. XVII ) e dell’ Immacolata(sec. XVIII) unitamente alla Casa delle Religiose Francescane di S. Antonio. In via Municipio è sita la Chiesa del SS. Rosario e Corpo di Cristo (sec. XVI), mentre in via San Felice la Chiesa Mater Dei, fondata nel 1895 da Luigi Carrella, e in largo Marconi la Chiesa dell’ Arco. Nella frazione Pozzoromolo la chiesa di San Nicola , nella frazione Fiume la Chiesa di Cristo Re, nella Masseria Minichini la Cappella dedicata alla Madonna del Carmine. Più su s’incontra la contrada Vico ove sorge l’antichissima Chiesa di San Martino(sec. IX). Tra il verde collinare percorrendo la rotabile Vico-Castello (a metà strada, la Chiesa ed il Convento di Santa Croce al Casale, sec. XII- sec. XVI) ci appare la frazione Castello di Palma. Il borgo, le vecchie mura di un castello osco, la Chiesa di San Giovanni B. (sec. XIV) , i boschi (a 700mt. la pineta Tribucchi), costituiscono un inedito quanto affascinante itinerario turistico.

palazzo aragonese